Intervista a cura di Matteo Piccoli

Venerdì 6 maggio 2016 tre piloti scurbatt superano il muro dei 250 (Wieber e Angel) e dei 200 km (Gallizia) con un volo in linea da Suello (Lecco) fino alla pianura tedesca a 50 km da Monaco di Baviera, attraversando quattro nazioni: Italia, Svizzera, Austria e Germania.

Quella che segue è una lunga chiacchierata a più voci…buona lettura

(NDR 1 - Ci sono i nomi di molte montagne e valli, ho lasciato tutto in modo che i più esperti possano leggere il volo anche da questo…

NDR 2 – ho volutamente lasciato alcune espressioni proprie del “parlato” perché mi sembrava rendessero meglio il pathos della giornata!)

MP Complimenti per l’impresa, condotta ad una velocità incredibile per le nostre zone.
Non siete nuovi a queste imprese
e so che era un volo che stavate preparando da un po’… ci raccontate come è andata?

Matteo Wieber: Come ho già detto in altre occasioni le direzioni per fare chilometri dal Cornizzolo sono più o meno quelle: val Pusteria o val Engadina. Questa volta le condizioni meteo erano più favorevoli per l’Engadina e quindi abbiamo deciso di seguire quella traiettoria.
Per quanto riguarda le condizioni meteo era una giornata veramente straordinaria.

Già al Cornizzolo c'erano buone condizioni la mattina presto, si saliva molto bene già alle 11. Quando siamo partiti si facevano 1800 m di quota.
E successivamente il vento non è mai stato troppo forte ed è sempre stato favorevole fino all'imboccatura dell’Engadina passando dalla val Bregaglia e val Chiavenna.

Anche in Engadina le condizioni erano favorevoli perché c'era poco vento per la zona e soprattutto le basi erano molto alte. Si facevano quasi 4000 m.

Quindi il volo è stato non dico semplice, però molto intuibile, naturale.

 

MP quindi avevate già deciso di fare questo volo la sera prima…

Mauro Angel: La cosa è nata così: guardando le previsioni del meteo svizzera al telefono Matteo mi dice: “domani è bella l’Engadina”, io non ero proprio così convinto, avrei preferito partire per un triangolo dal Mornera (il decollo sopra Bellinzona)

Alla fine abbiamo deciso di andare al Cornizzolo, solo che lì facevano la navetta alle 10, che per me era un po’ tardi, sai che io sono sempre un po’ agitato…

Comunque è riuscito a convincermi, andiamo al Cornizzolo e mi dice: “facciamo il volo di grisù”, (l’Engadina è sempre stato il volo di Grisù, visto che è lui che ha iniziato per primo a provarlo)

In decollo come ho già detto, io ero già molto agitato perché venendo dalla Valchiavenna avevo visto che c’erano già cumuli dappertutto, anzi avevo paura che si chiudesse tutto già al Giumello…

MP: E tu Giovanni? avevi già deciso prima di fare questo volo?

Giovanni Gallizia: Io da tempo avevo guardato su xcontest dei voli in linea retta che mi sarebbe piaciuto provare perché sino ad oggi ho sempre fatto dei voli in triangolo.

Però i voli che avevo guardato erano dei voli verso la Valtellina, Bormio, che sono quelli più conosciuti, e al massimo verso il Tonale.

Non pensavo all’Engadina perché mi era stato detto che era abbastanza difficile da volare, abbastanza turbolenta anche per il vento che viene giù dal passo Julier e per le confluenze che non sono facili da gestire.

Poi quando siamo arrivati in decollo, Matteo ha detto che quel giorno l’Engadina sarebbe stata particolarmente buona, (anche se non so se sapesse già che sarebbe stata così buona!), e allora via a fargli un sacco di domande su che intenzioni aveva, su che linee si sarebbero dovuto tenere, e poi cosa vuoi che ti dica?

 

IL VOLO

MP Parliamo del volo…

Mauro Angel: alle 11 siamo saltati fuori e come ha detto Matteo era già molto buona. Abbiamo deciso di partire e ci siamo avviati verso i Corni di Canzo e poi ho visto che dietro decollavano Fabio e Giovanni Galizia e così ai Corni dopo aver fatto base siamo andati direttamente in Grigna.

Giovanni Gallizia: io memore del fatto che se rimani indietro anche solo di una termica, dopo è difficile recuperare, mi sono preparato subito e fortunatamente sono riuscito a ricongiungermi con loro nella valle della Grignetta dove tra l'altro abbiamo fatto una linea stranissima.

MP Ho guardato bene i voli, dai corni di Canzo siete andati direttamente sulla cresta Cermenati…

Giovanni Gallizia: esatto, la cresta Cermenati che in realtà è strana perché è a Ovest e quindi in quel momento non tiene, tra l'altro poi loro han tagliato a sud della Grignetta ed io sono andato in mezzo alle due Grigne e lì sono riuscito a guadagnare un po’ di tempo.

Mauro Angel: forse era meglio fare la via classica, (passando dai Resinelli) comunque c’era talmente gradiente che si saliva anche lì, ed abbiamo agganciato la Grigna, poi da lì ci siamo uniti a Giovanni, e abbiamo fatto questo trio, io, Matteo ed il Gallizia, ed abbiamo cominciato ad andare via belli decisi perché la giornata era fatta, quindi una volta l’uno ed una volta l’altro a tirare si andava via belli spediti….

MP: avete fatto il Legnone, poi la Valtellina

Giovanni Gallizia: dalla Grignetta in avanti è sempre stato facile, anche al Pian delle betulle, io praticamente ho fatto solo due giri loro neanche quelli, dritti fino al Legnone, li ho trovato subito la termica, poi di là costiera dei Cech, e Val dei Ratti, Val Codera, e poi abbiam preso tutto il costone della val Bregaglia che poi diventa Engadina.

Il fatto è che le condizioni non erano assolutamente turbolente ma anzi, belle.

C'era sempre vento a favore, a parte forse la fascia convettiva più alta tra i 3500 in su dove entrava un po’ di sud est che era il vento meteo della giornata e quindi conveniva stare sempre un po’ più bassi.

Mauro Angel: al Legnone abbiamo scelto l’attacco in Valtellina perché è più sicuro.

Passando direttamente dalla Valchiavenna tante volte arrivi sopra il mio paese, Verceia e fai fatica ad agganciare.

Siamo arrivati in Valtellina, abbiamo fatto base, e lì la giornata si vedeva che aveva iniziato a cambiare perché si iniziavano a fare i 2700 e poi abbiamo attraversato dal pizzo di Prata.

 Abbiamo attraversato tutta la val Bregaglia, fino al Maloja dove abbiamo iniziato per la prima volta a fare i 3000, e siamo arrivati a vedere l’Engadina che era completamente azzurra, con i batuffolini.

 Le condizioni erano belle anche prima in Valsassina ma c’era un po’ di umidità ed i cumuli erano tutti attaccati, in Engadina invece c’era proprio questa massa d’aria blu con i cumuletti bianchi.

MP ho visto le tracce e siete riusciti a stare abbastanza insieme…

Giovanni Gallizia: in realtà io facevo fatica a stargli dietro perché, sono indubbiamente più bravi, e perché le loro vele sono più performanti. Nei traversi facevo proprio fatica, anche se partivamo uguali, loro arrivavano prima e più alti, quindi io partivo spesso un po’ più basso e facevo linee soprattutto all'inizio più esterne, Mauro faceva linee tutte sulle creste ed io e Matteo più esterne, che poi in realtà alla fine hanno abbastanza premiato.

Mauro Angel: fino a Scuol, a metà Engadina siamo riusciti praticamente ad andare tutti insieme, poi io ed il Gallizia siamo rimasti un pochino indietro. Matteo a Scuol, facendo una linea migliore, più esterna, è arrivato più alto, per cui io ed il Gallizia ci siamo fermati a fare quota ed il Matteo non l’abbiamo più visto. Quindi da lì in avanti siamo rimasti insieme io ed il Gallizia. Io la conoscevo, lui non era ci era mai passato, finché ancora un 20 km più in giù di Scuol io mi sono incatramato e Giovanni è andato.

Ero più indietro, sono rimasto da solo allora lì ho mollato un attimo l’acceleratore, Ero finito abbastanza basso, e ho visto che sotto c’era un bel vento e mi sono detto che era meglio rallentare un attimo.

ho fatto di nuovo base, e così sono riuscito a fare i miei bei 3600, e da lì ho tenuto ancora il versante sinistro a scendere, sempre seguendo la strada dei cumuli.

Ho passato Landeck tutto in base, fin quando sono arrivato ad una prima montagna rocciosa che non era ancora lo Zugspitze, e da lì ho iniziato a vedere dall’altra parte il Liechtenstein, la pianura, e ho detto, bon, qua è fatta, c’erano talmente tanti bei cumuli, c’erano queste montagne di roccia che gli batteva vento e sole che ho capito che sarei arrivato.

 MP Sempre a speed, le medie sono molto alte….

Giovanni Gallizia: sì, infatti col vento dietro, anche senza speed si andava più o meno a 45, e però tiravamo comunque la speed perché la giornata lo permetteva, e quindi anche guadagnare quei 10/15 all'ora, con la speed risultava assolutamente favorevole. Sicuramente il fatto di avere il vento dietro mi ha aiutato enormemente nella riuscita di stare insieme a loro, perché in una giornata del genere, col vento davanti non sarebbe stato neanche immaginabile

MP quando avete detto è fatta? Quando avete visto la pianura tedesca?

Matteo Wieber: io quando ho visto lo Zugspitze, (NDR. La montagna sopra Garmisch) … li ho detto ok è fatta.

MP Quella zona finale la conoscevate già?


Matteo Wieber: io in aliante ero già arrivato in Engadina bassa, a Landeck, ma mai più a nord e però la parte orografica la conoscevo perché c'ero già stato in moto. E poi chiaramente l'avevo studiata bene sulle cartine.

 

AGONISMO

MP Una domanda per Matteo e Mauro.

Mi sembrate una strana coppia, Papin vi definisce l’ingegnere freddo calcolatore e l’istintivo, a me fate venire in mente il gatto e la volpe, comunque ad ogni volo è sempre una sfida a colpi di Chilometri.
Parlateci della competizione che vi unisce.

Matteo Wieber: Di base c'è una bella amicizia che è nata con il tempo, anche se abbiamo maturato l'esperienza di volo in tempi diversi. Mauro è molto più intuitivo ma ha già una buona tecnica, e soprattutto avendo la stessa vela con la stessa taglia ci troviamo molto bene in termica, e andare in volo in due persone, a fare i voli di cross country è sicuramente un vantaggio, perché chi trova il valore più forte aiuta anche l'altro.
Si è quindi creata questa sorta di armonia, un buon rapporto in volo e quindi riusciamo a sfruttare meglio le condizioni.

Dal punto di vista della competizione è chiaro che c'è sempre uno dei due che fa più distanza
Lo scorso anno è capitato a me e quest'anno è toccato a Mauro.(sorride)

Mauro Angel: l’altra volta siamo arrivati a Merano e lui era riuscito a girare un’ultima termica, io non ce l’ho fatta, son restato lì, e mi ha passato. Questa volta è andata diversamente perché io l’ho perso a Scuol, per radio non lo sentivo più, per cui non sapevo né che strada aveva fatto né dov’era.

Alla partenza si era detto per scherzo “andiamo a Garmisch”, però con una giornata del genere magari Matteo era arrivato sino a Innsbruck.

Io allo Zugspitze ho fatto 3880, erano ormai le 18.30 e sono andato in planata verso Passo Garmisch appoggiandomi a un costone.

Ero lì e ormai avevo capito che il volo era finito, e tentavo di grattare questo costone, di guadagnare, e mi sono detto: se guadagno ancora qualcosina provo ad andare fino alla collinetta successiva…

MP Volevi allungare ancora un po'…

Mauro Angel: Alla fine del volo guardavo lo strumento per fare i 250 km, e ad un certo punto sento la voce del Matteo che dice: “Mauro sei ancora in volo?”, e lì sono rimasto sorpreso....

Non me l’aspettavo, erano un paio d’ore che non sentivo più nessuno per radio, e a quel punto ho capito che era là in zona ed allora sono andato in planata finale.

Appena sono atterrato, ho sentito Matteo via radio che diceva: “io sono atterrato prima del paese e ti ho visto atterrare più avanti…”.

Per cui, sì, siamo sempre in competizione, però agonistica, non c’è rivalità, certo è logico, penso che anche a lui gli girino le scatole che io l’ho passato di 2 km però finisce lì…(sorride)

MP Come diceva Wieber “un anno per uno”, è positivo, è uno stimolo per tutti e due, è uno stimolo per andare più avanti

Mauro Angel La cosa bella è che abbiamo due modi completamente diversi di volare, perché lui è più sistematico nelle cose, è matematico, guarda le linee, io invece sono un po’ più grezzo, sono irruento. Io sono molto più istintivo però la cosa incredibile è che alla fine siamo sempre lì che ce la giochiamo per poco, alla fine ci troviamo sempre lì.

MP Questa volta vi siete tirati dietro anche Giovanni.

Matteo Wieber Giovanni è stato una piacevole sorpresa perché lo conoscevo ma fino a un certo punto. Ha già una discreta esperienza, che per un quasi neo brevettato (NDR Giovanni ha il brevetto da due anni) è veramente straordinario.
È stato una gran sorpresa.
L'unico neo forse è che è stato un po’ frettoloso alla fine dell’Engadina e facendo una sua scelta non e riuscito a sfruttare completamente il potenziale della giornata

Ha comunque fatto un gran volo superando i 200 km, e penso che tra tutto l'evento che c'è stato la cosa più sorprendente è la sua prestazione.

Giovanni Gallizia Ma comunque gran parte del merito lo riconosco a Matteo e Mauro, in Engadina io da solo non sarei mai andato, e non sarei neanche stato in grado di valutare la giornata e di tirar fuori da questa giornata questo volo.

MP Domanda più generale, come fate a mantenere la concentrazione per cosi tante ore e per voli così impegnativi?

Matteo Wieber Ci deve essere un buon allenamento a stare nell'aria e poi ci vuole un po’ di preparazione tecnica.
Un equipaggiamento giusto, preparare l’alimentazione, trovare la soluzione ai problemi fisiologici, e poi controllare bene le temperature previste per le quote che si raggiungeranno quel giorno.
Gestire Il freddo è importante! Quel giorno davano -4 gradi a 3000 m.
Noi abbiamo toccato anche i 3900 e quindi saremo andati oltre i -10 gradi.

Quindi anche la preparazione in termini di abbigliamento è fondamentale.

Mauro Angel Eh, come si fa... boh, io non lo so,

Io in questo caso alla fine ero veramente concentrato perché ho capito che riuscivo a fare i 250.

Quando ho letto sullo strumento che avevo fatto 198 km dal Cornizzolo, ero talmente preso che mi faceva andare avanti quello, e che cacchio, devo fare i 250, devo fare i 250, ero concentrato su quello.

MP Quindi avere un obiettivo, una meta così chiara, ti ha dato energia

Mauro Angel Sì, una meta così chiara ti dà sicuramente energia.

Poi a me volare, in un volo così lungo, per tanto tempo con 3 persone, dà sicurezza, perché magari è forte ma dici: “se va avanti il Matteo vado avanti anche io”, se invece fossi stato da solo, magari qualche dubbio in più mi sarebbe venuto.

Il Matteo lo so è uno che non molla e quindi non mollavo neanche io, mi sono detto:

“qua bisogna andare finché c’è luce, perché il Matteo sicuramente non molla…”

Giovanni Gallizia: Io da metà volo in poi, più o meno avevo qualche idea di dove fossi ma ovviamente non mi ero mai preparato per andare fino in fondo.

Fino all'Engadina avevo guardato i voli, fino a Zernez sapevo bene la situazione qual era, ma da lì in poi…. avevo la mappa dell'xctrack che però è muta, quindi sono andato più avanti seguendo la valle principale, poi alla fine ho visto il variometro che mi si è spento, gli altri non sapevo dove fossero, e così mi sono messo in centro alla valle che porta a Innsbruck, e mi sono detto: mi metto qui in centro valle dove ci sono dei bei prati, e così vado fin dove atterro, anche perché poi ero già super contento del volo fatto.

MP Tu comunque sei uno che arrampica, va in montagna, quindi comunque fisicamente sei allenato, anche se non forse a stare in volo così tante ore, però fai tanto sport anche di montagna ... Volevo capire, il fatto di andare in montagna, avere dimestichezza con l'ambiente alpino, ti ha aiutato a volare meglio, a conoscere le cime oppure no...

Giovanni Gallizia: Di sicuro la conoscenza dell'orografia è stata aiutata dal fatto di andare tanto in montagna, penso invece che gran parte della conoscenza che ho dell'aria è dovuta al fatto che io volo con gli aeroplani telecomandati, facevo le gare, anche i mondiali.

Ho vinto i mondiali Juniores per alianti telecomandati, e avendolo fatto fin da quando ero bambino, ho imparato a visualizzare le termiche, ad averne un'idea, (non so se sia giusta però…) sorride

MP Ed hai trovato utile volare in gruppo per fare un volo del genere?

Giovanni Gallizia: Sì, fondamentale infatti, durante il volo ci sono stati dei momenti di difficoltà anche mentale, e ovviamente ricongiungersi aiuta sempre, soprattutto dopo Zernez ci siamo persi e loro hanno tenuto una linea esterna ed io ho tagliato proprio il centro valle.

 Quando li ho rincontrati io ho avuto un momento di rincoramento, del piacere di incontrarsi insieme, anche perché lì il sole stava per cominciare a girare ad ovest, e mi domandavo se non fosse il caso di spostarsi sull'altro versante.

MP Poi comunque ognuno fa il suo volo sotto la sua vela. E tu come hai risolto il problema dell'alimentazione e dei bisogni fisiologici?

Ho il catetere esterno, ma non l'avevo portato perché alla fine ogni volta dico: “ma vabbè tanto oggi non so se riuscirò a fare un volo in cui mi servirà”, in realtà poi in decollo sono riuscito a farmi dare un pannolone ed è stato fondamentale perché sopra il Maloja ho dovuto usarlo...

MP Non credo si riesca a stare un giorno intero a volare senza far pipì, soprattutto con quel freddo e quelle quote...

Tu hai patito freddo visto le quote e le temperature, ti sei alimentato?

Giovanni Gallizia No, freddo no; mi sono alimentato con delle barrette energetiche, poi forse quello che ho sbagliato è che prima del volo non ho mangiato niente e quindi ero abbastanza a stomaco vuoto, quella non è stata una gran mossa, col senno di poi, mangiare una cosa prima di decollare è meglio, secondo me

MP E il freddo, dicevamo?

Giovanni Gallizia No, freddo no perché ero coperto bene in realtà, avevo le moffole, il piumino, il guscio, il pile, e freddo non l'ho avuto

 

RIENTRO

MP Domanda classica… e il rientro come è stato? Quando si arriva così lontano, soprattutto con il volo in linea poi bisogna tornare a casa.

Matteo Wieber Certo è la cosa un po’ più impegnativa nel senso buono del termine. Comunque c'era stato già un preludio alla mattina, di Giorgio Gadola (Papin) che si era reso disponibile a venirci a prendere contrattando un prezzo adeguato, diciamo che ci abbiamo fatto conto. Il suo aiuto è stato notevole

MP… anche psicologicamente forse….

Matteo Wieber Può essere, c'era comunque l'opzione di rimanere lì a dormire perché alla fine siamo tornati alle 4 del mattino

Mauro Angel Io in realtà, mentre ero giù a grattare quella collinetta, prima che mi chiama il Matteo, avevo già calcolato tutto, avevo già detto: vado giù in quel paesino lì, mi prendo la mia Zimmer, la mia stanzetta, e domani, con tutta calma, torno a casa,

Il mio programma era quello lì, ormai l’avevo già messo in preventivo, perché glielo avevo detto anche al Matteo, io se vado a farmi un’altra volta un volo del genere, quando eravamo andati a Merano io avevo detto: non torno più a casa la sera, mi prendo la mia stanzetta…

MP Certo, non mi faccio la notte in viaggio, mi riposo e poi torno

Mauro Angel Mi riposo lì, e la mattina, con tutta calma, me ne torno a casa, mi prendo il treno e vengo su dall’Engadina. E poi invece, quando sono atterrato, Matteo aveva già convinto il Papin a venire a prenderci. per cui. ha fatto tutto lui…. Però io sarei stato lì senza particolari problemi.

MP Dunque Papin a che ora è arrivato poi a prendervi?

Mauro Angel Papin è arrivato alle 23 a Garmisch, e siamo arrivati a casa io alle 4 di notte, e anche lui poi ha dormito qui ed è tornato a casa il giorno dopo

Giovanni Gallizia Per me, Il rientro è andato che, a parte che ho dovuto trovare un punto con internet per cercare di vedere  delle soluzioni ed ero indeciso se andare a Landeck o a Innsbruck, alla fine ho optato per Innsbruck anche sentendo i miei fratelli e i miei genitori che mi guardavano da casa, perché poi da Innsbruck c'è un treno che va a Verona, e da Verona a Milano, con notte in Stazione, però mentre andavo a Innsbruck, mi ha chiamato Mauro dicendo che c'era Papin che li stava andando a prendere in Germania dove sono atterrati loro a Garmisch, e che se fossi andato a Landeck sarebbero potuti passare a prendermi, solo che ero già sul treno nella direttiva di Innsbruck, quindi ero già abbastanza in quella direzione, mi sono detto: prendo il treno che sono già qua.

MP Quindi poi cosa hai fatto, hai dormito a Innsbruck quella notte, o hai già preso il treno per andare verso Verona già quella sera?

Giovanni Gallizia Alle 23 parte il treno per Verona che arriva alle 3 e poi devi aspettare 2,5 h in stazione, alle 5:40 c'è il treno che da Verona va a Milano e così ho fatto….

 

VOLI E SOGNI NEL CASSETTO

MP ditemi, progetti per il futuro…?

Matteo Wieber Sarebbe troppo facile dire i 300 km. (Risata)
Però sarà sicuramente un obbiettivo a cui puntare nei prossimi anni

MP  Quindi preferisci sempre il volo in linea.

A me piace di più. Mi dà più soddisfazioni proprio per come è concepito e proprio perché consente di raggiungere grandi distanze.

Mauro Angel Questo volo ci ha dato la certezza che i 300 non sono poi così lontani.

Alle 19 di sera eravamo allo Zugspitze e se calcoli che al Cornizzolo era una giornata in cui si poteva partire prima, vuole dire avere ancora due ore abbondanti di volo in montagna, e con due ore, 50 km li fai ancora tranquillamente.

In ambiente alpino sulle montagne si vola sino alle 21, per cui io ho la certezza che a parità di giornata si può arrivare tranquillamente anche a pensare ai 300.

Giovanni Gallizia Progetti per il futuro…, è difficile, perché non avevo mai fatto 100 km prima di adesso, quindi mi ha scombussolato tutti i miei piani di volo.

Mi piacerebbe andare a fare di sicuro un bel triangolo in Pusteria, comunque il volo in linea retta ha un fascino pazzesco, vorrei fare il volo che va a Bormio oppure se capita una giornata buona, andare verso il Tonale e poi in trentino…

poi in realtà non lo so quanto sia stata la fortuna anche in questo volo…. (Sorride)

La cosa ridicola è che con Dario, il mio istruttore, il giorno prima volavamo e facevamo sempre 18 di media, 17, e mi dicevo: ma come fanno quelli lì a fare 27 di media…...

Sì, sentivamo di volare anche abbastanza veloci, magari di sforzarci per andare a volare anche veloci, ma ci venivano sempre delle medie scrausissime, sotto i 20, poi in un colpo solo ho fatto più di 200 km e 31 di media, in effetti era una goduria dei sensi volare così, proprio senti di volare!

MP Vi ringrazio, un volo così è sicuramente uno stimolo per tutti i piloti…alla prossima intervista allora!

 

ovviamente l’intervista non poteva concludersi senza la testimonianza di chi ha riportato i nostri eroi in patria…

 

Cronaca di un recupero. Giorgio “Papin” Gadola

Quel giorno ho volato dal Cornizzolo, sotto cumuli che mi volevano rapire e con le mani appoggiate alle A, fino a Chiavenna: 60 km di volo in meno di due ore.

Alle 19,00, soddisfatto e stanco della mia giornata, ricevo la telefonata di Matteo e Mauro per un recupero.

Piccolo particolare: luogo del recupero…. Garmisch !!! quando vogliono, il papino non è più vecchio.

Pronto a partire per la coppia esplosiva.

L' andata è stata lunga, mortalmente noiosa ravvivata solo dall' ansia di ritrovarmi con il cellulare scarico e render vani tutti i Km percorsi.

Il recupero nei pressi della stazione, i nostri eroi felici dell'impresa e di vedermi, Matteo mi rifocilla con un hamburger scarsissimo senza nemmeno patatine e ripartiamo per Chiavenna.

I due con 260 km di adrenalina nel corpo non riuscivano a dormire: Matteo guidava, Mauro parlava con ogni cervo che incontravamo lungo la strada (circa un centinaio!!!) di cumuli, montagne da superare, termiche potenti, speed ecc. ecc. nel contempo io non potevo nemmeno fumare.

Nel complesso mi sono fatto 5 ore di viaggio tra noia e invidia non mitigate nemmeno dal fumo! Siamo arrivata a Chiavenna alle 4 del mattino, non ancora stanchi, i due hanno caricato i voli, poi finalmente a nanna. 

Ma…e le spese di viaggio????